Dichiarazioni fiscali
01/04/2026
Dichiarazioni fiscali
01/04/2026
Quali lavori sono ammessi al Bonus Ristrutturazioni 2026?
Il Tetto di Spesa e come funziona la Detrazione
L'errore fatale: Il "Bonifico Parlante"
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Non tutti i lavori in casa danno diritto allo sconto fiscale del 50%. La detrazione spetta principalmente per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.
Ecco alcuni degli esempi più comuni di lavori ammessi:
Rifacimento del bagno (impianti idrici e piastrelle);
Sostituzione di infissi e serramenti con modelli a risparmio energetico;
Installazione di impianti di climatizzazione o caldaie a condensazione;
Rifacimento dell'impianto elettrico a norma;
Lavori per la sicurezza (es. porta blindata, sistemi antifurto);
Costruzione di nuovi bagni o spostamento di pareti interne.
La manutenzione ordinaria (es. tinteggiatura pareti, sostituzione pavimenti) è detraibile solo se effettuata sulle parti comuni dei condomini, non nelle singole abitazioni private.
Per il 2026, il limite massimo di spesa su cui calcolare il bonus ristrutturazioni è fissato a 96.000 euro per singola unità immobiliare.
La detrazione è pari al 50% di quanto speso. Se, ad esempio, spendi 40.000 euro per rifare il bagno e gli impianti, hai diritto a uno sconto fiscale totale di 20.000 euro.
Questa somma non ti viene restituita in un'unica soluzione, ma viene suddivisa in 10 quote annuali di pari importo. Nell'esempio precedente, otterrai uno sconto sulle tasse di 2.000 euro all'anno per 10 anni, direttamente nella tua busta paga dopo aver fatto il 730.
Questo è il punto dove la maggior parte dei contribuenti sbaglia e perde i soldi. Per ottenere il Bonus Ristrutturazioni NON basta un bonifico normale. È obbligatorio utilizzare il cosiddetto bonifico parlante (bancario o postale).
Nel bonifico devono essere indicati tassativamente:
La causale del versamento, con riferimento esatto alla norma (Art. 16-bis del D.P.R. 917/1986);
Il codice fiscale del beneficiario della detrazione (tu, che paghi);
La partita IVA o codice fiscale della ditta che ha effettuato i lavori.
Se la banca applica la ritenuta d'acconto (attualmente all'11%) sull'importo, il bonifico è corretto. Se dimentichi uno di questi dati, l'Agenzia delle Entrate non accetterà la detrazione.
Archiviare fatture, controllare bonifici parlanti e assicurarsi che la ditta abbia rilasciato tutte le certificazioni può essere un lavoro estenuante. Sbagliare un rigo nel Modello 730 significa mettere a rischio migliaia di euro di rimborso previsti per i prossimi 10 anni.
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